Imprese balneari: la ripresa parte dalle spiagge Italiane

Autore: Savino Bartolomeo 14-04-2020

Molti imprenditori sono alle prese con l’amletico dubbio “aprire o non aprire” gli stabilimenti balneari qualora il virus dovesse persistere a estate inoltrata.

A preoccupare, è la totale incertezza sulla data di apertura, la gestione della fase 2, i costi fissi e variabili da affrontare senza conoscere la reazione della clientela a emergenza “terminata”.

Con il Decreto Liquidità il Governo è intervenuto con importanti misure a sostegno delle imprese. Questo è un ottimo segnale. Sicuramente gli interventi sono solo una prima parte a cui seguirà l’abbattimento dell’imposizione fiscale, incentivi al mercato del turismo interno e l’azzeramento dei canoni per almeno il 2020.

«Andremo al mare quest’estate. Ci stiamo lavorando dal punto di vista degli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico-scientifico che contemplano l’ipotesi di un distanziamento»  ha dichiarato la Sottosegretaria del Mibact/Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Lorenza Bonaccorsi.

La suggestione, al fine di limitare i danni, è quella di tenere aperti gli stabilimenti fino ad autunno inoltrato, soprattutto qui al Sud, dove da anni puntiamo alla destagionalizzazione.

Fermare del tutto l’attività per ulteriori mesi, in aggiunta a quelli del lockdown, sarebbe un clamoroso autogol. Si interromperebbe del tutto il rapporto coi clienti in primis, i dipendenti, i fornitori e tutti gli operatori che entrano in contatto con la struttura (e le loro famiglie!) andando ad incrementare una spirale negativa e la stasi di tutto il settore e relativo indotto.

Insomma, meglio riprendere con il motore al minimo che farlo fermare del tutto.

In attesa di altre e più specifiche indicazioni delle autorità sanitarie, le spiagge e gli stabilimenti balneari devono essere aperti, con l’impegno da parte di tutti a rispettare il distanziamento sociale e l’aumento delle distanze tra gli ombrelloni.

Mai come quest’anno c’è bisogno di regalarsi qualche ora in totale spensieratezza e lasciarsi coccolare dallo iodio che si respira in spiaggia, da sempre luogo di salubrità fisica e psichica.

Pochi sanno infatti che gli stabilimenti balneari nascono sulle coste italiane a fine Ottocento, proprio per contrastare le malattie dell’apparato respiratorio, azione combinata solo in un secondo momento con la spinta ludica e modaiola che ha accompagnato gli italiani nel periodo boom economico.

Prepariamoci perché, condizioni climatiche permettendo, ottobre potrebbe essere il nuovo luglio e chi lo sa, magari il 2020 diventa l’anno in cui gli italiani riscoprono la fortuna di avere un servizio eccellente, sulle spiagge, a pochi chilometri da casa.

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